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OSSESSIONE ROSSA
Burri, Fontana, Leoncillo, Mochetti, Nitsch, Pizzi Cannella

Ossessione rossa è un bel titolo, un'immagine forte, che perfettamente inquadra l'impatto emotivo di un colore come il rosso, un colore che è sempre al superlativo, come una somma di tutti i colori. C'è un problema, però. Le opere in mostra sono poche, sei per la precisione, di altrettanti artisti, ed alcune di piccole dimensioni, con il rischio che appaiano ancora più piccole negli ampi spazi di una galleria come l'Attico. Ma Fabio Sargentini, a cui si deve l'idea della mostra e anche l'allestimento, perche l'uno nasce in funzione dell'altra, e viceversa, sa benissimo come superare l’ostacolo. La soluzione a cui ricorre è quella a lui più congeniale e già sperimentata con successo, di un attivazione in senso teatrale dello spazio della galleria. Così non si limita a proporre il rosso come la sigla stessa di un'immagine, ma ne enfatizza, ne drammatizza per così dire il valore tematico, con un colpo di scena lo fa dialogare con le grandi pareti tinteggiate di nero, un colore anch'esso spinto all'estremo, ma al negativo, con un processo inverso a quello dell'espansione cromatica e luminosa del rosso. Non è soltanto un fatto puramente ottico. Il rosso e il nero vengono usati come due "mezzi", come due forze in contrasto, e non per farne scaturire un accordo, ma per la forza, appunto, che si sprigiona dal contrasto. Cosi una mostra del genere non allenta mai la sua presa, tiene sempre sotto pressione lo spettatore…

Vittorio Rubiu

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