FABIO SARGENTINI

gallerista regista scrittore


La galleria L’Attico di Piazza di Spagna è stata fondata nel novembre 1957 da Bruno Sargentini con il figlio Fabio appena diciottenne. La galleria acquisisce in pochissimi anni fama internazionale. Nelle sue sale si alternano i più bei nomi del panorama artistico dell’epoca: Capogrossi, Leoncillo, Fontana, Mafai, Bendini, Fautrier, Brauner, Magritte, Matta, Permeke, Canogar.
La differenza generazionale tra padre e figlio comincia ad evidenziarsi presto proprio nelle scelte sugli artisti da promuovere.
Nel 1966 Bruno apre la Galleria l’Attico Senior e si trasferisce in via del Babuino. Fabio continua invece ad esporre a L’Attico di Piazza di Spagna dando inizio ad una serie di mostre sperimentali di Pascali, Kounellis, Pistoletto, Mattiacci.
Nel 1968 Fabio, rivoluzionando la concezione dello spazio espositivo, lascia piazza di Spagna e sposta la galleria in un garage di via Beccaria. Di lì a poco anche le gallerie di New York, incorporate nei grattacieli, seguono il suo esempio spostandosi nei grandi spazi del quartiere di Soho. Al garage si alternano mostre memorabili di Jannis Kounellis, Mario Merz, Eliseo Mattiacci, Sol Lewitt, Gino De Dominicis, Denis Oppenheim, Jean Tinguely e molti altri. Contemporaneamente Fabio organizza veri e propri festival di musica e danza con musicisti e danzatori americani che aprono la strada alla performance. Del 1969 è il festival Danza Volo Musica Dinamite con Simone Forti, La Monte Young, Steve Paxton, Deborah Hay, Trisha Brown. Per molti di loro è la prima apparizione in Europa. Nel 1972 un secondo Festival musica e danza from USA vede la partecipazione di Philip Glass, Steve Reich, Simone Forti, Yvonne Rainer. Nel 1972 Fabio Sargentini al garage di via Beccaria affianca un altro spazio con caratteristiche del tutto diverse: la galleria di via del Paradiso. Soffitti affrescati, porte dorate e pavimenti marmorei suggeriscono un ritorno alla pittura.
Le sperimentazioni però sono continue anche in via del Paradiso, da Gino De Dominicis a Gilbert & George, da Giulio Paolini a Luigi Ontani. Nel giugno del 1976 Fabio lascia il garage che inonda con 50.000 litri di acqua e che per tre giorni si offre al pubblico come una sorta di lago incantato. Nel 1979 Fabio intraprende parallelamente anche la strada del teatro sperimentale.
Con il suo teatro lirico concettuale realizza diversi spettacoli al Teatro Beat 72: Peter Pan, Ballerina (1979), Una rosa è una rosa (1980), Balabàn (1981) e al Teatro Tor di Nona Scena Madre (1982), Romeo e Giulietta (1983). Negli anni '80 scopre e lancia alcuni artisti del gruppo di San Lorenzo: Nunzio, Tirelli, Pizzi Cannella, Limoni, Ragalzi, Luzzi, Palmieri. Crea importanti mostre collettive come: Martiri e Santi, Giro d’Italia dell’Arte in nove tappe, Frecce, La Casa del Poeta. Dei primi anni 2000 si ricordano, tra le altre, le mostre: Viaggio al termine della notte, Cannonata, Fiori freschi per Mafai, Il Pensiero selvaggio, Pittori al muro, Oltre il trompe l’oeil, Montaggio delle attrazioni, Galleria del vento, Hic sunt Leones.
Dal 2003 ad oggi, con la moglie Elsa Agalbato, attrice e regista, mette in scena spettacoli sperimentali e performativi. Al Teatro Sala 1 presentano Il sogno di Orfeo (2003), al Teatro Due Lui? Ragazzaccio! (2004), Bois ton sang Beaumanoire! e Petrosa Itaca (2005), alla Galleria Senza Titolo Happy Journey (2005) Sempre nel 2005, all'interno della galleria viene creato un piccolo Teatro in cui sono presentati: la maratona di lettura integrale de l’Odissea (traduzione di Emilio Villa), Il Cappotto (2006) Doppio Shakespeare. Otto personaggi per sedici interpreti (2007), Obliquo Pirandello (2010), Edipo, la Sfinge, lo Spettro (2011), la lettura integrale de l’Eneide (traduzione di Cesare Vivaldi) (2011), Amlieto (2012), Spalle al pubblico (2013), Munch e Schiele (2014), Vola via con me, Desdemona! (2015), Ti regalo un anello (2016), Toga e Spada (2017). Nel 2018 alla Galleria Nazionale di Roma in occasione dei 60 anni della galleria Fabio cura la mostra Scorribanda e con Elsa la performance Art will never die (2018).