ANNI LUNARI
cinquant'anni de L'Attico

…Se ho tratto da questo lavoro fonte di sostentamento, la mia parte l’ho fatta, anche se non sono mai entrato nella parte del mercante. Non è nella mia natura, ho sempre sofferto di calarmi nel ruolo. Ripeto sempre a me stesso che ho fatto il mestiere sbagliato nel modo giusto. E oggi, guardando e riguardando i manifesti che testimoniano le mostre di mezzo secolo, mi sembra che emanino più passione autentica che spirito venale. Ora questi manifesti li troverete attaccati con le puntine, senza cornici, come i vagoni di un trenino viaggiante sui muri dell’Attico. E’una raffica di nomi impressionante, pittori, scultori, danzatori, musicisti, poeti, attori, performers, filmakers che hanno interessato mio padre e me. All’inizio prevalenti furono le arti visive. Poi io ebbi l’intuizione di uno spazio nuovo, dove far interagire tutti i linguaggi dell’arte tra loro. La mia iniziazione al teatro nasce da lì. Fu allora che l’Attico, ironia non voluta, finì in un garage, per poi risalire in paradiso… Certo, cinquant’anni non sono pochi, ne sono fiero ma anche un po’ sgomento. Nel lungo corso di questi anni da ognuno degli artisti dei manifesti, nessuno escluso, ho tratto qualcosa per essere quello che sono.

Fabio Sargentini

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